The Long Road

Ciao Syria,

quando leggerai questo scritto saranno passati tanti anni da quel 2020 che vide un terribile virus cambiare per sempre le nostre vite.

Tu avevi 10 anni e non ti rendevi conto della gravità della situazione, il mondo per te era ancora un luogo colorato e spensierato; certo con qualche restrizione e la possibilità di non andare a scuola.

In realtà, non solo non si andava a scuola, non si poteva uscire se non per le esigenze primarie come fare la spesa o recarsi in farmacia.

La nostra piccola fortuna era avere il nostro Kalel che ci permetteva di prendere un po’ d’aria viste anche le sue esigenze.

Il mondo era molto cambiato, non ho mai capito se le distanze si fossero ridotte o addirittura amplificate: non so dire in questo se la rete sia stato uno strumento utile o definitivamente deleterio.

Appena scattò la quarantena decisi di realizzare questo progetto sul famigerato Covid-19, un nome che probabilmente non dimenticheremo tanto facilmente.

Non era semplice, le fotografie andavano realizzate in casa oppure in quei pochi minuti in cui ero fuori con Kalel, ma volevo lasciare una traccia di questo periodo così buio.

Osservavo te, studiavo la nostra casa con occhi diversi cercando dettagli funzionali e scrutavo dalla finestra in cerca di speranza, un po’ come te che spesso ti affacciavi silenziosa, forse più consapevole di quanto io credessi.

E mentre noi eravamo in un guscio protetto, fuori c’era chi combatteva la battaglia più feroce contro un nemico invisibile; medici ed infermieri che mettevano a repentaglio la loro vita per salvare quelle altrui; eroi che il tempo non potrà mai cancellare.

La strada è stata lunga, tortuosa, la speranza a volte vacillava ma se oggi sono qui a scriverti queste parole e tu starai leggendo, allora vorrà dire che tutto è andato bene.

Papà

Hi Syria,

by the time you’ll read these words, so many years will have elapsed since 2020, a year during which a terrible virus changed our lives forever. 

You were 10 years old, and you did not realize the gravity of the situation. The world for you was still a colourful and carefree place, even if with some restrictions and the weirdness of closed schools.


In fact not only you couldn’t go to school but you couldn’t even leave home if not for primary needs such as buying food or drugs.


Our little luck was having our dog Kalel, that allowed one of us to go outside for a while to let it doing its needs. 

The world had changed a lot and I never understood if the distances had been reduced or even amplified. In this respect, I cannot say whether the network in that period has been a useful or definitely damaging tool.

I decided to carry out this project on the infamous “Covid-19”  (a name we’ll probably never forget),  as soon as the quarantine began.

Even if it was not easy, cause the shots had to be taken at home or in those few minutes I was out with Kalel, I wanted to leave a mark of this dark moment.

I watched you and then I started to study our house with different eyes, looking for functional details. At the same time I peered out the windows in search of hope, a little bit like you that often used to look outside quiet, maybe much more aware than I thought.

And while we were isolated in a protected shell, outside there were those who fought a fierce battle against an invisible enemy: doctors and nurses
who risked their own lives to keep others alive. They are Heroes that time can never erase.

The road was long and winding and hope sometimes wavered, but if now I’m here writing these words to you and you are reading them, then it means that everything went well.

Dad.