Syria (Chapter One)

Childhood

Infanzia, magica epoca di passaggio. La fiducia, l’innocenza e la spontaneità che riceviamo in dono alla nascita non sono ancora andate perdute e il cuore è aperto alla gioia.  

Come tutte le emozioni, la gioia scaturisce dalla capacità di lasciarsi andare a ciò che si sente, a quelle onde di energia e di eccitazione che sorgono nel corpo e che ci fanno vibrare di piacere, struggere d’amore, gelare di paura o protendere verso un abbraccio. Nell’infanzia il corpo è morbido, tenero, cedevole. Le emozioni mutano continuamente, il pianto può trasformarsi in riso e la tristezza in piacere così come al sole può seguire la pioggia.

Con l’avanzare del tempo siamo costretti ad imparare le regole e le buone maniere e quando diventiamo così abili da trattenere i singhiozzi ed ingoiare le lacrime, la cacciata dal giardino dell’eden è definitivamente compiuta. Il corpo si irrigidisce, la testa assume il comando e il cuore si chiude per non mettere a nudo la sua vulnerabilità. La gioia ci sfugge, anzi maggiore è la volontà con cui la rincorriamo, minori sono le probabilità di trovarla. Appare in alcuni momenti di grazia quando siamo così assorbiti da qualcosa che ci piace che allentiamo il controllo e lasciamo che le emozioni rompano gli argini, come un fiume in piena.

L’infanzia è l’epoca dell’immaginazione sfrenata che trasforma il mondo circostante in una realtà fantastica, da cui emergono il nuovo e l’inaspettato. Non servono occasioni speciali per essere gioiosi; se un bambino è lasciato da solo o in compagnia di altri bambini, l’attività ludica non tarda ad arrivare. E’ sufficiente  seguire con lo sguardo la danza delle gocce di pioggia sul vetro per perdersi in un mondo fantastico o salire su una vecchia giostra per partire verso terre lontane e misteriose. La misura del tempo è “c’era una volta” che non tiene conto della normale cronologia e tutto può succedere contemporaneamente. Un sentiero nel bosco può condurre alla casa di Hansel e Gretel, a quella della nonna di Cappuccetto Rosso o del lupo cattivo e lungo il cammino avvengono incontri con personaggi reali e immaginari. Per quanto la notte sia buia e minacciosa e popolata non solo di folletti, gnomi e fate ma anche di streghe ed orchi, la luna in cielo illumina il sentiero e l’appassionato canto delle cicale ci ricorda che non siamo soli.

Infanzia, magica epoca di passaggio. I sensi contemplano il mondo con stupore e  meraviglia e le illimitate promesse della vita non sono ancora andate perdute.

 (La facilità con cui un bambino riesce a giocare fingendo e simulando situazioni irreali ci dice che il suo mondo interno contiene un vasto deposito di sensazioni).

(perché la paura di accogliere le sensazioni, le emozioni e i sentimenti non ha ancora preso il sopravvento)

Quando è piacevolmente eccitato, un bambino salta letteralmente di gioia come le creature selvatiche e selvagge e il suo corpo mostra una grazia naturale che lentamente si perde. (Lo si vede nell’ abbandono del sonno)

 L’infanzia è un’epoca in cui si piange molto.

 (ed accogliere le sensazioni senza censurarle)

Si perde la grazia del corpo (g tipica delle creature libere e selvatiche S. 7). G stato di pienezza e abbondanza interiore, di legame con la vita. Quando domina la testa si perde la grazia naturale del corpo

Da adulti, le sensazioni vengono date per scontate e spesso sfumano nell’inconsapevolezza. (Dov’è finito) Non c’è più quello sguardo fresco e genuino che vede……. Che è capace di gustare il sapore dell’acqua fresca, di udire il canto delle cicale in una giornata di grande caldo, il profumo intenso di un albero carico di fichi/fiore ……Cioccolata. Odore delle lenzuola.

(ma così sbarriamo il passo alla gioia). (Si perde il contatto con la parte più profonda di se stessi).

 (abbandonarsi a) ciò che sentono, di lasciarsi andare, di perdere il controllo.

(La sopravvivenza è assicurata ma a scapito del piacere). Ci rendiamo insensibili)

‘Childhood is like a heart, its beats too fast, scare us . We, adults, do everything to break my heart . The miracle is that survives everything .

I’m a child, I’m your son, I’m a kind of present for you Mum and Dad.’

My first child died in December 2006 for a severe respiratory failure.

My wife and I fell into a deep drama, but never lost hope.

In 2009 we left for Burma, and here, with great joy, we discovered that my wife was pregnant; an unexpected gift, Syria was coming.

Now five years old, she is our greatest joy, and this is a little diary of his life to date.

So this work is a present for you Syria, to leave an indelible mark about your childhood, because your heart does not break ever.