F|M

Se sapessi raccontare una storia con le parole non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica

Il fotografo che scriveva poesie…

“La fotografia è come la poesia, si deve fare una scelta, niente di più “ questa è la definizione che racchiude l’opera del fotografo Magnum Sergio Larrain.

Sergio Larrain, il grande fotografo cileno scomparso nel 2012, è stato uno dei più significativi autori del ventesimo secolo, ma secondo alcuni tra i più importanti suoi colleghi, primo tra tutti Henri Cartier-Bresson che lo stimava profondamente e lo volle con se in Magnum. Il suo modo di comporre le immagini è stato innovativo e fuori dalle regole del tempo, la sua visione pura e coinvolgente. Vogliamo raccontarvi la sua filosofia fotografica attraverso le sue stesse parole, tratte da una lettera, recentemente pubblicata, che nel dicembre del 1982 scrisse a suo nipote, il quale gli aveva chiesto dei consigli per iniziarsi alla fotografia. Consigli che in gran parte, pur con l’enorme evoluzione tecnologica che ci separa, sono validi ancora oggi…

La prima cosa è avere una macchina che corrisponda al nostro gusto, quella che più ti piace, perché si tratta di provare una soddisfazione fisica con ciò che si ha tra le mani, lo strumento è la base per chi si dedica ad una professione e che sia essenziale, l’indispensabile e nulla più. Secondo, prendere un ingranditore a piacere, il più utile e semplice possibile, per il formato 35mm. Il più piccolo fabbricato dalla Leitz è il migliore, ti durerà per tutta la vita.

Il gioco inizia quando si parte all’avventura, come un veliero dispiega le vele; andare a Valparaiso o a Chiloè, vagare tutto il giorno per le strade, per posti sconosciuti, sedersi quando ci si affatica sotto un albero, comprare una banana o del pane e prendere il primo treno, guardare, disegnare anche, e tornare a guardare, uscir fuori dal conosciuto, entrare nel mai visto, lasciarsi guidare dal piacere; di lì a poco troverai cose che ti susciteranno immagini, prendile come apparizioni.

Quando sarai di ritorno a casa, sviluppa, stampa e inizia a guardare ciò che hai pescato, tutti i pesci. Li stampi in forma di cartoline e li attacchi al muro, poi inizia a giocare con la “L” (Larrain sosteneva che le immagini devono essere sostenute, sui bordi, da delle strutture o elementi a forma di L per dare forza alla composizione… NdR), a cercare tagli e inquadrature, tutto questo guardare ti guiderà all’osservare. Quando sei sicuro che una foto non sia buona, cestinala! Prendi le migliori e ponile in una posizione più alta sul muro; bisogna ritrovarsi solo con le buone, salvare il mediocre fa sprofondare nella mediocrità, la psiche si fa carico di tutto ciò che non si elimina.

Fatto ciò dedicati a della ginnastica, intrattieniti con altre cose, senza più preoccuparti; inizia a guardare i lavori degli altri fotografi e a cercare qualcosa di buono in tutto ciò che ti ritrovi tra le mani: libri, riviste, prendi il meglio, se puoi ritaglia, prendi ciò che ti interessa e attaccalo al muro, affianco alla tua produzione; se non ti è possibile ritagliare, ciò che hai di buono lascialo in esposizione, lascialo lì per settimane, mesi; si tarda molto ad apprendere ad osservare, però pian piano scoprirai il segreto. Continua la tua vita tranquillamente, disegna un po’, esci a passeggiare. NON SFORZARTI MAI A FOTOGRAFARE, COSI’ FACENDO PERDERAI LA POESIA, PERDERAI IL SENTIMENTO. E’ COME FORZARE L’AMORE O L’AMICIZIA, NON SI PUO’.

 

Sergio Larrain

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial