F|M

Se sapessi raccontare una storia con le parole non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica

Il canto della Fenice

Ancora fotografia al femminile in un lavoro molto intimo e personale.

Per rinascere è necessario morire,è partendo da questo presupposto che ho avuto il piacere di vedere nascere questo progetto di Mariangela Tripiedi; un progetto fotografico autobiografico in cui si viaggia attraverso un dramma umano come quello della malattia.

L’interpretazione è teatrale,paragonabile ad un’opera lirica con una la musica che esalta i suoi momenti,senza però mai rubare la scena.

L’acqua come elemento comune delle varie fasi; dall’acqua proveniamo,di acqua siamo fatti,e perché no all’acqua stessa torniamo.

Il dolore,la reazione,la voglia di farcela sono tutte emozioni che convivono in Origo,che alla fine diventa un inno alla vita,perché Mariangela ce l’ha fatta ed ha voluto raccontarcelo,anzi gridarcelo…sono viva!

 

Origo è un viaggio catartico nel dolore, attraverso il dolore. Origo è la spinta primitiva che ti spinge ad andare avanti, il fiume impetuoso che ti solleva verso la rinascita, che non allenta la presa.
Origo è il confine tra la tempesta e il sereno.
Origo è la rete di energia vorticosa e vibrante delle donne nelle sale chemioterapiche, di tutte le donne che combattono non importa quale battaglia, non importa quale nemico.
Origo è la nascita di tutte quelle donne dal dolore
Origo non è la malattia è la vita.

 

Origo

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