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Se sapessi raccontare una storia con le parole non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica

Hannah e Alena

“La fotografia è la mia vita. La macchina fotografica mi permette di essere parte delle situazioni e delle comunità. Sono molto vicina ai soggetti che scelgo di fotografare e uso la fotocamera come una sicura linea di confine”. Così parla Carla Kogelman,autrice di un progetto estremamente interessante sulla famiglia.

Hannah e Alena è il racconto della vita quotidiana di due bambine all’interno di una famiglia di contadini che vive in un piccolo villaggio rurale di Waldviertel, in Austria, al confine con la Repubblica Ceca.

Le ragazzine trascorrono tutto il giorno insieme. Giocano, corrono, sorridono, crescono poche parole, una vita serena, insomma.

I giochi, la semplicità, il percorso di crescita di Hannah e Alena ricordano a Kogelman la sua infanzia, vissuta in una grande famiglia come la loro. Ciò che maggiormente la affascina è la capacità delle bambine di interagire tra loro in diverse circostanze, la capacità comunicativa dei loro corpi, come le relazioni emergono e si evolvono.

Pochi giorni fa su queste stesse pagine vi ho presentato un lavoro ‘simile’ ,con le dovute proporzioni,che ha in qualche modo spopolato sul web puntando sulla purezza di bambini che crescono incontaminati dalla tecnologia.

Potremmo dire la stessa cosa del progetto della Kogelman,ma non ne vedo alcun bisogno; non è un lavoro che ha bisogno di spinte per essere ammirato nella sua potente semplicità, eppure neanche qui vi è l’ombra della tecnologia…

Lungi da me la voglia e l’intenzione di fare paragoni, quel che mi preme sottolineare è altro; molto spesso il reportage o il racconto visuale,termine che tanto piace,è accusato di mostrare solo dolore e sofferenza; ebbene questo è l’esempio lampante che smentisce questa affermazione.

Diciamo che ognuno può provare a raccontare quello che crede,quello in cui crede,ma senza per questo dover generalizzare a tutti i costi.

Oltretutto anche la critica ha tributato il giusto premio ad Hannah e Alena,vincitore prima del Cortona On The Move e poi del World Press Photo.

Fotografare qualcosa di estremamente ordinario e magari anche gioioso è possibile,non trovate? E può anche essere estremamente emozionante come questo lavoro…

 

Hannah e Alena

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